Durante una tavola rotonda del Defense Communications Forum, moderata dal colonnello in pensione Michael Black dell’AFCEA International, ci si è chiesti come trasformare l’intelligenza artificiale (AI) edge e il 5G privato da semplici presentazioni in qualcosa che un’unità schierata in prima linea possa effettivamente utilizzare.
Venkatesh Ramaswamy, capo tecnologo di MITRE, ha sostenuto che l’architettura debba essere progettata per adattarsi a condizioni in rapida evoluzione, mentre altri partecipanti alla tavola rotonda si sono concentrati sul coordinamento dello spettro radio, sui vincoli di dispiegamento in ambito marittimo e sulla garanzia del comando e controllo.
Architettura di riferimento: missione, orchestrazione/sicurezza e edge
Ramaswamy ha descritto un’architettura di riferimento di livello militare come sostanzialmente simile a una rete 5G commerciale, ma con importanti differenze. Ha collocato al vertice un livello di missione che definisce l’intento e la priorità, compreso chi ottiene cosa, seguito da un livello di orchestrazione e sicurezza che traduce il controllo centralizzato in esecuzione distribuita.
Ha descritto l’edge come il cuore del sistema dove risiedono i dati, dove avviene l’elaborazione, dove viene preservata la sovranità dei dati e dove la latenza viene tenuta sotto controllo, con la connettività trattata come il trasporto 5G.
Implementabilità piuttosto che pianificazione: reti dinamiche e anti-overengineering
Ramaswamy ha affermato che nulla è pianificato e che le condizioni cambiano rapidamente, quindi la rete deve essere in grado di adattarsi in modo rapido e dinamico, con un’architettura che presuppone che le condizioni cambino più velocemente di quanto qualsiasi configurazione pianificata in anticipo possa stare al passo. Ha inoltre sostenuto che il settore spesso progetta in base a ciò che è possibile piuttosto che a ciò che è necessario, paragonando questa pratica alla progettazione di un coltellino svizzero quando basterebbe un semplice coltello.
Ramaswamy ha collegato l’over-engineering alla complessità, affermando che la complessità porta a malfunzionamenti, e ha proposto una prova del nove: se la rete è rapidamente implementabile, può essere gestita da un soldato senza molta formazione e produce un miglioramento misurabile per la missione. Se tutte e tre le risposte sono sì, ha detto che probabilmente la rete non è soggetta a over-engineering.
Meccanismi di coordinamento dello spettro: token, attrito 1494 e condivisione in stile CBRS
Salvador D’Itri, presidente del National Spectrum Consortium, ha definito la superiorità dello spettro come una manovra coordinata tra aria, terra e mare, e ha affermato che il 5G deve operare alla stessa velocità di coordinamento per avere voce in capitolo. Ha sostenuto che il divario non riguarda in realtà le autorità di regolamentazione, ma i meccanismi di coordinamento delle forze armate stesse, indicando il processo di certificazione dello spettro 1494 come ormai obsoleto rispetto al ritmo dell’hardware radio moderno.
D’Itri ha dichiarato di auspicare un modello in cui a un sistema 5G venga rilasciato un token che lo autorizzi a operare nel territorio controllato dal Dipartimento della Difesa (DOD), nel Regno Unito, nell’ambito del CBRS negli Stati Uniti o altrove, ma ha precisato che tale modello di autorizzazione basato su token non è ancora disponibile. Ha inoltre suggerito la Banda 79 della NATO come potenziale “sandbox” per il coordinamento tra alleati nella banda sub-6, descrivendola come sufficientemente alta nella banda sub-6 da risultare utile e comune in tutta la NATO, pur presentando limiti di portata reali su terreni difficili.
Per quanto riguarda i modelli di condivisione, il panel ha affermato che il CBRS ha già dimostrato la condivisione su larga scala tra settore militare e commerciale, mentre il lavoro presso la Base Logistica del Corpo dei Marines di Albany sta dimostrando la condivisione 5G tra settori militari. Il panel ha inoltre affermato che l’iniziativa «Advanced Spectrum Coexistence» nell’ambito dell’OUSD R&E, guidata da Josh Weaver, si sta espandendo in bande come quella da 3,1 a 3,45 GHz, dove gli operatori storici sono più veloci e meno prevedibili di quanto la condivisione in stile CBRS possa gestire.
Settore marittimo e C2 garantito: copertura ibrida e decisioni in prima linea a livello tattico
Florin Constantinoiu, del Quartier Generale della Marina rumena, ha offerto una prospettiva di coalizione e marittima, precisando di parlare sulla base della propria esperienza. Ha descritto gli ambienti marittimi come privi di un’infrastruttura fitta di torri, con i segnali che si disperdono sulle onde e la salinità che corrode le apparecchiature mentre le piattaforme si spostano nelle acque internazionali.
Il panel ha affermato che la copertura oltre i 50-70 chilometri dalla costa richiede generalmente un modello ibrido che combini satelliti e stazioni base galleggianti. Ha citato le esercitazioni REPMUS della NATO in Portogallo come un utile esempio pratico, alle quali il Centro di Eccellenza di Constantinoiu partecipa da cinque anni; a partire da REPMUS 2023, è stata utilizzata una rete 5G privata mobile per testare sistemi marittimi senza equipaggio ed estenderne il raggio operativo da circa 10 chilometri nel 2023 a quasi 30 chilometri nel 2025.
Constantinoiu ha affermato che la questione fondamentale riguarda le persone, la fiducia all’interno dei team e la consapevolezza che hanno bisogno gli uni degli altri, aggiungendo di sperare che i risultati contrastanti derivanti dal collegamento delle «bolle» 5G di due fornitori vengano risolti nella prossima iterazione. Il panel ha inoltre descritto l’interoperabilità come una questione ricorrente, poiché la maggior parte dei sistemi senza equipaggio utilizza componenti commerciali disponibili sul mercato con formati di dati proprietari; ha tuttavia sottolineato che i protocolli sviluppati dal CMRE della NATO e testati nel REPMUS stanno iniziando ad allinearsi ai requisiti della NATO, mentre gli standard formali sono ancora in fase di elaborazione.
Il tenente colonnello Benjamin Pimentel del Corpo dei Marines degli Stati Uniti ha parlato di «Assured C2» e del «Progetto Dynamis», sostenendo che l’abbinamento di una rete ad alta velocità con l’elaborazione multi-accesso perimetrale (multi-access edge compute) consente a un’unità in prima linea di acquisire dati provenienti dai sensori e dalla logistica, eseguire un sistema di supporto decisionale basato su IA/ML e agire senza dover ricorrere alle risorse cloud. Ha affermato che la rete ad alta velocità facilita il ritmo operativo sul campo, consentendo di prendere decisioni più rapidamente, e ha descritto l’utilizzo di una rete ad alta velocità nell’ultimo miglio tattico per attingere a competenze esterne quando la connettività oltre l’orizzonte è buona.
Pimentel ha citato un progetto Future G a sostegno di un’iniziativa di costruzione di un aeroporto in condizioni difficili, in cui una “bolla” 5G perimetrale ha aiutato gli operatori a coordinarsi utilizzando dispositivi mobili e app basate su mappe, invece di dover trasportare ulteriori apparecchi radio. Ha sostenuto la necessità di sfruttare, ove possibile, gli accordi esistenti di condivisione della RAN con gli operatori di telefonia mobile della nazione ospitante per supportare implementazioni più rapide, affermando che l’utilizzo di tali accordi mantiene le operazioni all’interno di un quadro normativo e di licenze consolidato ed evita il più lento processo 1494.
Per quanto riguarda l’autonomia, il panel ha affermato che l’autonomia di missione e i piani PACE si intersecano nel comando e controllo garantiti in condizioni di conflitto, mobilità o disconnessione. Ha riferito che Pimentel ha illustrato uno stack di autonomia che include l’autonomia della piattaforma, l’autonomia collaborativa tra piattaforme e domini e l’autonomia di missione; che l’autonomia di missione consente a un operatore di assegnare un obiettivo a una piattaforma e lasciarla operare; e che i piani PACE a livello di piattaforma possono includere un singolo UAV o un’imbarcazione di superficie senza equipaggio dotata di radio MANET, reti cellulari e SATCOM LEO, con questi approcci che si combinano per garantire la continuità del comando e del controllo in una gamma più ampia di condizioni sul campo di battaglia.