Dolly Parton scrisse alla U.S. FCC sui TV white spaces nel 2008, mentre l’agenzia si preparava a votare l’apertura del blocco di spettro UHF guardband tra i canali TV broadcast ai dispositivi non licenziati.
Aveva 80 anni quando è morta questa settimana.
Cosa contestava Parton
Parton si unì alla richiesta d’urgenza della National Association of Broadcasters di rinviare il voto. Nella sua lettera disse di non conoscere tutti i dettagli legali, ma di aver consultato persone intelligenti che le avevano spiegato la questione dal punto di vista normativo.
La contestazione ruotava attorno al rischio di interferenze. Il timore era che il nuovo uso dello spettro potesse interferire con i microfoni wireless utilizzati da strutture come Dollywood, il Grand Ole Opry e 9 to 5: The Musical.
Il report della FCC e la tempistica del giorno delle elezioni
L’obiezione di Parton si concentrava anche su un report della FCC pubblicato il 15 ottobre. Disse che il report mostrava che la tecnologia anti-interferenza non era affidabile, e contestò il piano della Commission di votare sulla questione senza modifiche nel giorno delle elezioni.
Parton suggerì che fissare il voto nel giorno delle elezioni, quando l’attenzione del pubblico sarebbe stata altrove, fosse una scelta deliberata.
Chi sosteneva il piano sui white spaces
Google, Microsoft, Dell e Motorola sostenevano di rendere i white spaces non licenziati e aperti a tutti, sostenendo che avrebbe fornito banda larga rurale a basso costo.
Eric Schmidt di Google disse che gli oppositori stavano usando tattiche dilatorie per far deragliare la tecnologia. Michael Dell di Dell прогнозò che l’ordine avrebbe innescato un boom di investimenti, creazione di posti di lavoro e domanda dei consumatori nel settore tecnologico.
Cosa è emerso dalla battaglia
Parton indicò Microsoft, Google, Dell, HP, Intel, Philips, EarthLink e Samsung come soggetti che avrebbero tratto beneficio dalla mossa. La FCC approvò le regole sui white spaces nei tempi previsti, e la contestazione legale della NAB fallì.
Da leggere per i team che seguono la spectrum policy
La controversia mostra come un procedimento sullo spettro possa coinvolgere, attorno a un singolo tema di interferenze, venue di intrattenimento, broadcaster, vendor tecnologici e membri del Congresso. Mostra anche che rivendicazioni culturali e commerciali possono confluire nello stesso fascicolo regolatorio quando l’uso dello spettro minaccia apparecchiature già in uso.