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Kailem Anderson di Blue Planet sostiene che le reti autonome necessitino di un nuovo modello OSS

Kailem Anderson sostiene che le reti autonome basate sull'intelligenza artificiale stiano mettendo in luce i limiti dei sistemi OSS tradizionali, progettati per infrastrutture statiche.

Kailem Anderson di Blue Planet sostiene che le reti autonome necessitino di un nuovo modello OSS

Kailem Anderson sostiene che le reti autonome basate sull’intelligenza artificiale stiano mettendo in luce i limiti dei sistemi OSS tradizionali, progettati per infrastrutture statiche. Anderson è vicepresidente dei prodotti globali e della distribuzione presso Blue Planet, una divisione di Ciena, e sostiene che gli operatori abbiano bisogno di un livello di controllo diverso per operazioni basate sull’intento.

Blue Planet commercializza i propri prodotti nel settore delle telecomunicazioni e l’ambito di competenza di Anderson spazia dalla gestione globale dei prodotti all’ingegneria, alla distribuzione, all’assistenza e agli ecosistemi dei partner. È a capo di oltre 700 dipendenti.

Perché gli OSS tradizionali sono nel mirino

Anderson sostiene che i sistemi OSS tradizionali siano stati progettati per garantire la prevedibilità in un’era caratterizzata da flussi di lavoro guidati dall’uomo. A suo avviso, tali sistemi sono stati concepiti per gestire l’inventario, stabilizzare le operazioni e organizzare l’infrastruttura, non per gestire i risultati.

Aggiunge che la rete moderna è troppo dinamica per essere configurata in modo rigido e manuale.

Il livello di controllo che vorrebbe che gli operatori realizzassero

Anderson afferma che gli operatori hanno bisogno di un livello di controllo evoluto e basato sull’ontologia, in grado di unificare i dati frammentati, governare l’automazione e orchestrare operazioni di rete in tempo reale e basate sull’intento su larga scala.

L’obiettivo non è una maggiore automazione basata sullo stesso stack OSS, bensì un livello di governance in grado di rendere l’automazione utilizzabile nelle operazioni di rete in tempo reale.

Messaggio per i team OSS e AIOps

Per i team OSS e AIOps, il messaggio è chiaro: i sistemi legacy incentrati sull’inventario non sono più sufficienti se l’obiettivo sono le operazioni autonome. Blue Planet sta posizionando il prossimo livello di controllo intorno all’unificazione dei dati e alla governance dell’automazione, non solo alla digitalizzazione dei flussi di lavoro.

Fonti

Domande frequenti

Secondo Blue Planet, di cosa hanno bisogno gli operatori per le reti autonome?
Kailem Anderson di Blue Planet sostiene che gli operatori abbiano bisogno di un livello di controllo evoluto e basato sull’ontologia, in grado di unificare i dati frammentati, gestire l’automazione e orchestrare operazioni in tempo reale basate sull’intento su larga scala.
Perché Anderson ritiene che il software libero tradizionale non sia all’altezza?
Afferma che il software open source tradizionale è stato creato per garantire la prevedibilità in un’epoca in cui i flussi di lavoro erano guidati dall’uomo ed è stato progettato per gestire le scorte e stabilizzare le operazioni, piuttosto che per gestire i risultati.

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