La spinta del 3GPP verso uno standard 6G nativo per l’IA indica che le reti autonome e intelligenti sono fondamentali per la prossima evoluzione, ma la prima versione definitiva del 6G è ancora lontana alcuni anni. Nel frattempo, il settore delle telecomunicazioni sta adottando attivamente la tecnologia degli agenti di IA come piano di controllo alternativo per aggiungere capacità autonome all’infrastruttura esistente.
Questo cambiamento non sta convergendo su un unico stack. La tecnologia degli agenti si sta evolvendo rapidamente, con piattaforme dei fornitori, offerte degli hyperscaler e framework open source personalizzabili tutti in gioco.
I livelli degli agenti si stanno spostando al centro dello stack
Sta emergendo un’architettura multistrato che si estende dal substrato dei dati alle intenzioni aziendali e degli utenti, con un livello di orchestrazione degli agenti nel mezzo. L’obiettivo è consentire processi autonomi degli agenti e la collaborazione tra le operazioni RAN, core e telco interdominio.
L’analisi evidenzia un modello familiare: gli operatori vogliono i vantaggi del controllo senza attendere che gli standard si adeguino. Ecco perché l’architettura che si sta realizzando ora si colloca tra la telemetria grezza e l’intento aziendale, anziché sostituire le funzioni di rete stesse.
La governance è il primo vincolo, non un ripensamento
Il settore dovrebbe evitare di introdurre agenti LLM non deterministici in ambienti e funzioni di rete che richiedono una prevedibilità assoluta o che non ne hanno bisogno. I sistemi multi-agente creano inoltre nuove sfide in termini di sicurezza e interoperabilità e ampliano la superficie di attacco tra i domini dei diversi fornitori.
Il progetto «AI-Native Blueprint» lanciato di recente dal TM Forum e altre linee guida del settore saranno fondamentali per garantire che la collaborazione multi-agente rispetti i confini e la governance.
Nokia, Ericsson e gli hyperscaler stanno definendo il modello a breve termine
Le partnership di Nokia con Google Cloud, AWS e Microsoft sono state presentate al DTW Ignite 2026. Google Cloud e AWS forniscono risorse di calcolo distribuite per l’elaborazione degli agenti di IA finalizzata all’automazione a ciclo chiuso al livello 4 di autonomia del TM Forum, mentre l’integrazione con Microsoft Fabric unifica la telemetria di rete per accelerare lo sviluppo dei casi d’uso dell’IA.
Ericsson ha annunciato nel giugno 2026 che avrebbe esteso la propria Intelligent Automation Platform all’Intelligent Core. Nel loro insieme, queste mosse indicano su cosa sta puntando il mercato: sull’elaborazione degli agenti, sull’integrazione della telemetria e sull’orchestrazione tra domini, piuttosto che su dimostrazioni di automazione isolate.
La commercializzazione sta iniziando a manifestarsi negli strumenti
Mavenir ha stretto una partnership con Red Hat per introdurre un framework che misura e addebita il consumo di token di IA tramite il BSS dell’operatore. Amdocs ha presentato agenti di IA che trasformano le richieste dei clienti in linguaggio naturale in azioni di rete automatizzate per nuovi servizi premium on-demand.
Telefónica Deutschland ha dimostrato che gli agenti di IA nell’MDSO di Blue Planet hanno ridotto i tempi di progettazione dello slicing della rete 5G da settimane a minuti. Vodafone e Deutsche Telekom sono tra i primi ad aver raggiunto un livello di automazione superiore al 90% in ambiti specifici, mentre la maggior parte degli operatori rimane ai livelli 2-3 del TM Forum e sta sperimentando soluzioni multi-vendor per evitare il lock-in.
Cosa dovrebbero tenere d’occhio gli acquirenti di soluzioni di automazione di rete
La convergenza di livelli di dati unificati, inferenza computazionale distribuita e bus di agenti interdominio sta ridefinendo i domini legacy del settore delle telecomunicazioni. Gli operatori devono potenziare le competenze e allineare le proprie reti interdominio all’architettura emergente degli agenti, oppure rischiano di mantenere stack obsoleti e non scalabili.
Per gli acquirenti, la questione pratica non è se credere o meno all’etichetta “6G”. Si tratta piuttosto di capire dove gli agenti possano essere gestiti, fatturati e collegati alle operazioni esistenti senza interrompere i flussi di lavoro deterministici.