UnaBiz ha acquisito Sigfox nel 2022 e da allora ha orientato la rete Sigfox 0G verso l’interoperabilità, estendendola a oltre 70 paesi e supportando pacchetti di servizi quali Admiral Blue e Admiral Ivory, tra cui un modulo Sigfox ESMT certificato lanciato nel marzo 2025.
La storia di questa tecnologia ha inizio con l’approccio Ultra Narrow Band (UNB) di Sigfox, che utilizza lo spettro non soggetto a licenza – con la frequenza di 868 MHz prevista per l’Europa – e un’architettura progettata per trasmissioni brevi e sporadiche destinate a dispositivi terminali a basso consumo energetico.
Da 0G e UNB ai profili di messaggi a basso consumo energetico
Sigfox ha sviluppato la prima rete 0G globale per l’Internet delle cose, pensata per trasferire piccole quantità di dati con un consumo energetico molto basso. La sua tecnologia si basa sull’Ultra Narrow Band, descritta come l’utilizzo di frequenze non soggette a licenza, con la frequenza di 868 MHz indicata per l’Europa.
Il modello di dati descritto per lo 0G è dimensionato per dispositivi con risorse limitate: fino a 140 messaggi da 12 byte al giorno con un consumo energetico minimo. La stessa fonte indica inoltre che la copertura nelle zone rurali raggiunge i 50 km, rispetto ai 3-10 km delle aree urbane, e afferma che l’UNB può consentire ai sensori di funzionare per 5-10 anni con una singola batteria.
Impronta operativa e presenza in più paesi
La base operativa della rete rimane in Francia. L’articolo afferma inoltre che la rete è attiva in oltre 70 paesi e riporta più di 14 milioni di dispositivi connessi.
Per quanto riguarda il comportamento «multinazionale» dei dispositivi, il modello 0G descritto si basa sulla portabilità nativa: un dispositivo 0G può connettersi automaticamente nei paesi coperti senza necessità di configurazione locale o di sostituzione della scheda SIM. Per quanto riguarda la densità di copertura, si sostiene che l’installazione di 1.500 antenne in Francia sia sufficiente a coprire oltre il 90% del territorio.
Admiral Blue, Admiral Ivory e accesso pay-as-you-go
Si afferma che UnaBiz abbia razionalizzato l’offerta Sigfox dopo averla integrata, con una linea di servizi incentrata su semplicità, flessibilità tariffaria e scalabilità. L’articolo precisa che l’accesso alla rete 0G è offerto tramite modelli pay-as-you-go e tariffe decrescenti.
Vengono specificate due offerte di servizio. Admiral Blue è indicato per casi d’uso continui come il monitoraggio delle infrastrutture e i contatori intelligenti, consentendo fino a 140 messaggi al giorno con un costo annuale spesso indicato tra 1 e 9 euro per sensore. Per esigenze intermittenti e oggetti “usa e getta” o ad uso temporaneo — compreso il tracciamento dei pacchi — l’articolo indica Admiral Ivory e precisa che il costo del modulo radio è inferiore a 1,90 €.
Iniziative per l’interoperabilità: libreria di dispositivi su GitHub e LoRa Alliance
A seguito dell’acquisizione di Sigfox, UnaBiz viene descritta come un’azienda che persegue una strategia incentrata sull’interoperabilità tra diversi protocolli IoT. L’articolo riferisce che UnaBiz ha pubblicato il codice della libreria dei dispositivi Sigfox 0G su GitHub per promuovere l’interoperabilità.
Si afferma inoltre che UnaBiz abbia aderito alla LoRa Alliance per garantire la compatibilità della tecnologia di rete Sigfox 0G sulle piattaforme LoRa Edge e LoRa Connect di Semtech. La direzione strategica globale è descritta come guidata da Henri Bong, cofondatore e CEO di UnaBiz, sin dall’acquisizione di Sigfox da parte di UnaBiz nell’aprile 2022.
Posizionamento nell’ambito hardware e della sicurezza
Per quanto riguarda il percorso hardware, l’articolo afferma che nel marzo 2025 UnaBiz ha lanciato un modulo Sigfox ESMT certificato (RC1 BRM81W1). Descrive inoltre servizi di geolocalizzazione come Monarch e Atlas per localizzare con precisione le risorse senza aumentare il consumo energetico o i costi.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’articolo spiega che la sicurezza nativa di Sigfox si basa su un sistema di autenticazione a dispositivo singolo, in cui ogni messaggio trasmesso al cloud viene identificato come legittimo e crittografato. Sostiene inoltre che, poiché gli oggetti non sono connessi in modo permanente a Internet e non utilizzano indirizzi IP, il rischio di attacchi hacker da remoto è considerato pressoché nullo.